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Il Fantozzi nel suo “Corso di Diritto Tributario” Torino, 2003 su questo strumento così si esprime: “....essi derivano da una sofisticata ricostruzione statistica dell'ammontare dei ricavi e dei compensi delle piccole imprese e dei professionisti elaborata in funzione del settore di appartenenza e variabile in base ad una serie di parametri, di carattere qualitativo e quantitativo, relativi ai volumi di attività esercitata rilevati dalle dichiarazioni o da appositi questionari compilati dal contribuente”.

Posto alla base degli Studi vi è il software GERICO (Gestione dei ricavi e dei compensi) che sulla base di tecniche statistiche, arriva a definire, per ogni attività economica individuata, dei gruppi più o meno omogenei, i cosiddetti CLUSTER, sulla base di caratteristiche strutturali comuni. Conferma infatti il Gallo ne il “Manuale pratico di diritto tributario” che “...per ciascun gruppo omogeneo è prevista una funzione che descrive l'andamento dei ricavi o dei compensi in relazione alle specifiche variabili contabili e strutturali dell'azienda o dell'attività professionale”.

L'Amministrazione finanziari cerca di individuare gli elementi che maggiormente caratterizzano una particolare attività economica, per poterli poi utilizzare come strumento di controllo dell'attività stessa.

Con questa metodologia si tende quindi a standardizzare e normalizzare gli indici medi di redditività; a tal proposito si veda il Cantalupo nel suo “Studi di settore: un cantiere aperto” Il Fisco, 2004 che così evidenzia la differenza tra “medietà” e “normalità”: “... sebbene entrambe discendono dall'osservazione della realtà mediante tecniche statistiche, la prima si riferisce ad un'operazione tesa a ricercare il livello intermedio tra due dati effettivi che se ne discostano per eccesso o per difetto. La seconda, invece, attiene ad una operazione che tende ad individuare il dato che a parità di condizioni si presenta, o dovrebbe presentarsi, con maggiore frequenza”.

In buona sostanza, gli studi di settore hanno lo scopo di accertare, se pure con approssimazione, il reddito reale prodotto.